Palazzo Regio - Città Metropolitana di Cagliari

Palazzo Regio - Descrizione

Palazzo Regio

Il Palazzo Regio si trova nella parte orientale del quartiere medioevale di Castello. Si erge su alti archi di sostegno sul costone roccioso a strapiombo verso la città, dalla parte di Villanova, e prospetta con la sua lunga facciata scandita da paraste monumentali su piazza palazzo. Nel palazzo vi aveva sede il viceré, colui che in nome del sovrano esercitava il potere regio con “grida” e “pregoni”. La carica fu introdotta con la conquista catalano-aragonese dell’Isola dai primi decenni del ‘300 e mantenuta durante il periodo spagnolo e quello sabaudo dal 1720. Con la nascita nel 1848 del Regno Sardo-Piemontese, dall’unione del Regno di Sardegna con gli stati sabaudi, primo nucleo dello stato italiano, la carica non ebbe più ragione di esistere e fu abolita. L’ultimo viceré fu Gabriele de Launay. Il Palazzo Regio ospitò inoltre, dal 1799 al 1814, la famiglia reale in fuga dal Piemonte occupato dai francesi. L'edificio dal 1885 è di proprietà della ex Provincia di Cagliari, oggi Città Metropolitana, che lo ha acquistato dallo Stato. Ospita nell’ala destra e al terzo piano gli uffici della Prefettura. 
L’aspetto dell’edificio, sia all’esterno che all’interno, si deve alle diverse ristrutturazioni nel corso del Settecento volute dai Savoia per adeguare il decoro architettonico al ruolo istituzionale.
L’iscrizione in latino nella porta-finestra sopra il portone principale
CAROLUS EMANUEL III PROREGE D.LUDOVICO DE HALLOT COMES DE HAYES REFECIT ORNAVIT A MDCCLXIX
risale alla fine dei lavori, nel 1769, di abbellimento della facciata, mentre regnava Carlo Emanuele III ed era viceré Ludovico de Hallot.
Dall’atrio e dalla scala in marmo, realizzata tra il 1729 e il 1730 dagli architetti-ingegneri militari Luigi Andrea de Guibert e Antonio Felice de Vincenti, si sale al piano nobile.
Si entra nella sala degli Alabardieri, dove sono collocati i 24 ritratti di coloro che furono viceré sotto i regni di Vittorio Amedeo II (1720-1730), Carlo Emanuele III (1730-1773), Vittorio Amedeo III (1773-1796), Carlo Emanuele IV (1796-1802). Dalla sala degli Alabardieri si passa nella parte occidentale del palazzo, dove le sale comunicano attraverso una serie di porte allineate sulla stessa direttrice. L’armonizzazione degli ambienti si deve ad Augusto della Vallea, intorno al 1735. Nella prima sala due grandi tele ad olio: il ritratto del re Carlo Felice realizzato da Giovanni Marghinotti (1798-1865) nel 1829 ca; ritratto del re Carlo Alberto realizzato a Torino da Giuseppe Monticoni (1769-1837). Nella sala gialla si conservano arredi d’epoca. Alle pareti alcuni ritratti di coloro che furono viceré sotto il regno di Vittorio Emanuele I (1802-1821) e di Carlo Felice (1821-1831).Nel soffitto L’allegoria della musica e della danza (1896-1898), con le musa Euterpe con la lira, Tersicore danzante al ritmo del tamburello, e forse Flora, tra un corteo di giovani e fanciulli danzanti, realizzata da Domenico Bruschi.  Nelle altre sale, arredate con elementi tardo ottocenteschi si segnalano due dipinti: un ritratto di sovrano, a figura intera forse Carlo Felice e il ritratto Vittorio Emanuele II.

IL SALONE DEL CONSIGLIO
Alla fine dell’800 nuovi restauri erano in corso nell’edificio, danneggiato nella parte ovest da un incendio. Si avviarono inoltre i lavori per una nuova sala per le assemblee del Consiglio provinciale, nella parte est. Per la decorazione con affreschi e stucchi fu bandito un concorso nazionale nel dicembre 1892, che fu vinto dal pittore perugino Domenico Bruschi (1840-1910) “per la maestà e serietà dello stile”.
L’apparato decorativo di cornici e stucchi si sviluppa lungo le pareti e sul soffitto, in un repertorio di forme ispirate al classicismo rinascimentale. I 4 grandi affreschi alle pareti, che raccontano episodi significativi della storia della Sardegna, e l’allegoria politica nella volta, sono volti a sottolineare il ruolo della casa Savoia nella realizzazione dell’Unità d’Italia ed a esaltare il contributo del Regno di Sardegna, con la finalità di una duplice glorificazione, sostenuta dagli intellettuali e politici sardi.
Nella fascia di raccordo tra le pareti e il soffitto si ripetono, agli angoli, Vittorie alate che reggono la croce sabauda sostenuta da un telamone sulla prua di una nave e, al centro dei lati lunghi, un gruppo analogo che regge lo stemma della Provincia di Cagliari, tra un ritmo di aquile, corazze e vittorie alate con corone d’alloro.
Nella volta, entro una cornice architettonica, la Sardegna che custodisce lo scudo dei Savoia e ai lati gli ovali con l’Allegoria della Scienza dell’Amministrazione e dell’Architettura.
Le sovrapporte dei lati brevi rappresentano gli stemmi delle città regie: Iglesias, Oristano, Cagliari e Lanusei. Le sovrafinestre e le sovrapporte dei lati lunghi ospitano i ritratti di alcuni personaggi illustri: Giovan Battista Tuveri, Sigismondo Arquer, Giovanni Marghinotti, Vittorio Porcile, Eleonora d’Arborea.
Gli arredi, la cattedra della presidenza, i pannelli a rilievo delle porte, sono stati realizzati dagli ebanisti Fratelli Clemente di Sassari nel 1896, su disegni di Domenico Bruschi.
Nella sala è presente il busto marmoreo di Umberto I, realizzato da Giuseppe Sartorio nel 1886.

ARGENTI E PORCELLANE
La conoscenza sulla reale entità della collezione di Palazzo Regio ha stimolato da sempre, una forte curiosità. Nell'immaginario collettivo si è creata l'idea che i Savoia avessero lasciato un vero e proprio patrimonio, una volta concluso il loro soggiorno nell'Isola protrattosi fino al 1814.
La collezione è costituita allo stato attuale principalmente da servizi da tavola, in argento di due bontà (950 millesimi e 800 millesimi) lavorato a sbalzo, cesello o fusione, che possono essere ricondotti per grandi nuclei a tre diversi argentieri e alle relative botteghe: Martial Frey di Parigi, Carlo Balbino e Pietro Borrani tutti e due di Torino. La data di realizzazione di questi servizi può essere determinata tra il 1824 e il 1873. Da evidenziare i due servizi da tè e caffè (Martial Frey), completi di zuccheriera e di lattiera di dimensioni grande e media disegnati secondo l'imitazione di forme vegetali con un chiaro gusto per la citazione tardo barocca e rococò diffusasi nella metà dell'800. Un servizio di posate da tavola (Carlo Balbino), in argento fuso, costituito da 58 forchette da frutta, 29 forchette, 58 cucchiai, due piccoli mestoli per salsa lunghi 12 cm dalle linee essenziali, sfilate e lisce, 68 coltelli che presentano, per la foggia del manico, un chiaro riferimento stilistico ai modelli francesi. Inoltre un servizio di 407 pezzi (Pietro Borrani) che si distingue per l'eleganza della lavorazione dei manici con l'elemento di decoro a filetto annodato nella serie delle posate da coperto. Ma ancora più elegante è il decoro a traforo dei cucchiai con paletta a conchiglia o quelli con paletta ovale, concava o piatta, da antipasto. Raffinate le articolate incisioni floreali delle due palette da pesce.
La collezione di porcellane consiste in un servizio da tavola in porcellana, di 244 pezzi residui, realizzato dalla famosa manifattura toscana Ginori, in periodi diversi dell'800. La caratteristica stilistica fondamentale del servizio è il colore amaranto o sangue di bue, che quasi predomina sulla forma. Esso copre tutto il corpo creando un forte contrasto cromatico con il bianco purissimo dell'interno. Eleganti fili d'oro segnano il versatoio, il coperchio, i manici o l'orlo di teiere, zuccheriere e zuppiere e distinguono il profilo ovale entro cui è lo stemma di casa Savoia. Le forme si presentano essenziali e classiche e solo alcuni oggetti come la salsiera e la mostardiera, mostrano un carattere rococò.

SARDU

Palàtziu de s'Urrei: sa stòria de sa Sardìnnia Sabàuda

Su Palàtziu de s'Urrei s'agatat in su bixinau de su mesu-evu de Casteddu de Susu. Est pesau in d-un'oru de costa totu arroca, conca a sa tzitadi, a is partis de Biddanoa, e sa faciada sua longa est in 'Piazza Palazzo'. In su palàtziu ddoi biviat su visu-urrei, su chi aministràt su poderi cun 'gridas' e 'bandus' in nòmini de s'urrei. Custu incàrrigu est nàsciu cun sa conchista cadalanu-aragonesa de s'ìsula, faci a printzìpiu de su 1300 e est abarrau in su tempus de is spanniolus e agoa in su de is piemontesus puru, de su 1720. Candu in su 1848 est nàsciu s'arrènniu sardu-piemontesu, de s'unioni de s'arrènniu de Sardigna cun is àterus stadus sabàudus, su primu tancheddu de su stadu italianu, custu incàrrigu no serbiat prus e bogau ndi-ddu ant. S'ùrtimu visu-urrei est stètiu Gabriele de Launay. De su 1885 su palàtziu est propiedadi de sa ex-Provìncia de Casteddu, imoi Tzitadi Metropolitana de Casteddu, chi si-ddu at comporau de su Stadu. A manu dereta, in su de tres pranus, ddoi funt is ofìtzius de sa Prefetura.

Sa bisura de su palàtziu, a parti de foras e a parti de aìnturu puru, ndi benit de totu is arràngius de su setixentus chi ant fatu fai is Savòias, po torrai s'architetura cun sa parti istitutzionali chi depiat fai.
Sa scrita in latinu in sa genna-fentana asuba de su portali mannu narat:

CAROLUS EMANUEL III PROREGE D. LUDOVICO DE HALLOT COMES DE HAYES REFECIT ORNAVIT A MDCCLXIX, e est de candu iant acabau is traballus, in su 1769, po imbelliri sa faciada, in s'arrènniu de Carlo Emanuele III e cun su visu-urrei Ludovico de Hallot.
De s'intrada e de sa scala de màrmuri, fata intra su 1729 e su 1730 de is architetus-ingennieris militaris Luigi Andrea de Guibert e Antonio Felice de Vincenti, si àmpiat a su pranu nòbili.
A s'acabu de s'800 ant fatu àterus arràngius in su palàtziu, adanniau de su fogu a manu manca. Ant po-finas cumentzau is traballus de un'aposentu nou po is atòbius de su Consillu provintziali, a manu dereta.
Is imbellimentus, is guarnissas e is stucus caminant muru-muru e in sa bòvida, cun d-una bisura ispirada a su crassicismu de su rinascimentu. Is 4 afriscus mannus de is murus contant acontèssius de importu de sa stòria de Sardìnnia.
Sa parti de pitzus de is laus curtzus funt is sìmbulus de is tzitadis arrialis: Igrèsias, Aristanis, Casteddu e Lanusè. In is partis impitzus de is fentanas ddoi funt is arretratrus de unus cantu personàgius famaus: Giuanni Batista Tuveri, Sigismondo Arquer, Giuanni Marghinotti, Vitòriu Porcile, Lionora de Arbarei.
Sa mobìlia, sa mesa de sa presidèntzia, is scurturas de is gennas ddas ant fatas is maistus de linna de is Fradis Clemente de Tàtari in su 1896, cun is disìnnius de Domenico Bruschi.
In s'aposentu de is 'Alabarderis' ddoi funt 24 arretratus de is visu-urreis de is arrènnius de Vittorio Amedeo II (1720-1730), Carlo Emanele III (1730-1773), Vittorio Amedeo III (1773-1796) e Carlo Emanuele IV (1796-1802). In su primu aposentu mannu ddoi funt duas pinturas a ollu mannas: s'arretratu de s'urrei Carlo Felice, de Giovanni Marghinotti (1798-1837) de su 1829 prus o mancu e s'arretritau de s'urrei Carlo Alberto, fatu in Turinu de Giuseppe Monticoni (1769-1837).

Scedas pigadas de 'Palazzo Regio', Provincia di Cagliari, Maura Quartu, e furriadas in sardu de su Portalitu de sa Lìngua Sarda

 ENGLISH

The Palace
The Royal Palace is located in the eastern side of the medieval quarter Castello. It stands on reinforced high arches on the clifftop overlooking the town, on the side of the Villanova quarter, and its long facade is marked by monumental pilasters that face a square.
The Viceroy, who exercised the royal power through grida and pregoni in the name of the sovereign, resided in the palace. The office was introduced by the Catalan-Aragonese, after the conquest of the island in the early decades of the 14th century. It was maintained during the Spanish and the Savoy period, the latter starting in 1720. In 1848, the Kingdom of Sardinia-Piedmont was born, from the union of the Kingdom of Sardinia with the states of Savoy: it was the first core of the Italian state. The office had no further reason to exist and was abolished. The last viceroy was Gabriel de Launay.
The building, since 1885, is owned by the Province of Cagliari, now  Metropolitan City of Cagliari, who bought it from the state. It houses, in its right wing on the third floor, the offices of the Prefecture. The appearance of the building, both on the inside and on the outside, is due to several restorations in the 18th century, at the behest of the Savoy rulers. They wished to adapt the architectural decoration to its institutional role. The Latin inscription in the French window above the front door, «CAROLUS EMANUEL III PROREGE D.LUDOVICO DE HALLOT COMES DE HAYES REFECIT ORNAVIT A MDCCLXIX» dates back to 1769, when the beautification of the facade ended, while Carlo Emanuele III was king and Ludovico de Hallot was viceroy.
The atrium and the marble staircase, built between 1729 and 1730 by the architects-military engineers Luigi Andrea de Guibert and Antonio Felice de Vincenti, lead to the main floor.
At the end of the 19th century, further renovations were underway in the building, which was damaged by fire in its western section. Meanwhile, a new hall for the Provincial Council was being built in the eastern section. The decorative frames and stuccos are spread along the walls and ceiling, in a repertoire of shapes inspired by Renaissance classicism. Four large frescos enrich the walls, telling significant episodes in the history of Sardinia. The lintels of the short sides represent the crests of the royal cities: Iglesias, Oristano, Cagliari and Lanusei. The trasoms and lintels on the long sides contain the portraits of famous people: Giovan Battista Tuveri, Sigismondo Arquer, Giovanni Marghinotti, Vittorio Porcile, Eleonora d’Arborea. The furniture, the chair of the Presidency and the relief panels of the doors were made by cabinetmakers, the Clemente Brothers of Sassari, in 1896, on a project by Domenico Bruschi. In the Hall of the Halberd Carriers, there are 24 portraits of the viceroys during the kingdoms of Vittorio Amedeo II (1720-1730), Carlo Emanele III (1730-1773), Vittorio Amadeo III (1773-1796) and Carlo Emmanuele IV (1796-1802). In the first room, there are two large oil paintings: the portraits of King Carlo Felice and Giovanni Marghinotti (1798-1837), made in 1829, and the portrait of King Carlo Alberto, made in Turin by Giuseppe Monticoni (1769-1837).

Ultimo aggiornamento del 10/04/2018

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